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Indian Tapes _#6_#7_#8_

Istruzioni per l’uso:

• Mettersi comodi e infilarsi le cuffiette
• Far partire la playlist
(che trovi in fondo alla pagina) possibilmente con la canzone associata alla giornata che state per leggere
• Leggere tutto d’un fiato, così come è stato scritto dalla sottoscritta
• Se necessario rimettere la canzone da capo, chiudere gli occhi e immaginare.

Indian tapes #6 _ 07.08.2018

Oggi nostalgia canaglia.
Sono passati solo quattro giorni da quando siamo arrivati ma le quantità esagerate di riso che abbiamo ingurgitato ci hanno già fatto capire che la cosa che più ci mancherà durante la nostra permanenza qui sarà il cibo italiano. Tanto per intenderci, ogni giorno da quando sono qui penso almeno tre volte al giorno alle melanzane. Melanzane alla parmigiana, pasta alla norma, melanzane grigliate, melanzane in umido, melanzane e basta.
Io amo le melanzane. Me le sono fatte portare da mia mamma in Norvegia mentre ero in Erasmus, per capirci. E qui la verdura e la frutta sono un miraggio (in realtà tutto ciò che non è riso è un miraggio).
Abbiamo quindi preso in mano la situazione, occupando la cucina e cucinando 4 kg di pasta con pomodoro e mozzarella. Pasta scotta, un po’ insipida, ma vi assicuro di non aver mai mangiato pasta più buona.
La canzone che più mi sembra rappresentare questa situazione è “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano, che da sempre mi dà un senso di libertà e felicità pazzesco. Perché è ritmata, ti fa venire una voglia matta di ballare e mi mette sempre di buon umore. E vi sembrerà assurdo, ma sono tutte le sensazioni che quel piatto di pasta ci ha regalato. Alla fine della cena eravamo tutte felici e sorridenti, e la notizia “non c’è più acqua nei serbatoi per farsi la doccia” non ci ha poi sconvolto così tanto.
Ogni volta mi stupisce quanto un’abitudine sia scontata. Non ci rendiamo conto di quanto la nostra cultura ci abbia abituato ad una varietà di cibo che nella maggior parte del mondo non esiste neanche. In fondo noi possiamo mangiare ogni giorno qualcosa di diverso perché nel 90% del mondo mangiano riso in bianco tutta la vita. Non ce ne rendiamo davvero conto.
E forse ogni tanto potremmo almeno pensarci.

Indian tapes #7 _ 09.08.2018

Qui tutti i giorni sono molto simili.
La mattina e il primo pomeriggio sono occupati dalle attività con i bimbi della scuola, alle 15.00 suona la campanella ma fino alle 17.00 è molto difficile riuscire ad uscire dal campetto da basket del cortile della scuola a causa della fiumana di bambini che ti si affollano intorno chiedendoti di ballare, giocare o fare qualsiasi altra cosa che comporti lo starti appiccicato. Motivo per cui mi risulta un po’ difficile trovare spunti per questa rubrica. Ho quindi detto a Sara chiacchierando “dai oggi balza” e lei sbarrando gli occhi mi ha detto “Sei matta! Faccio io la tua persona di oggi!”.
Sara ha scelto “Fango” di Jovanotti. Ora ve la contestualizzo.
Dopo cena è sempre ora del lavaggio piatti, questo significa 10 persone all’interno di 3 mt quadri che lavano mille piatti di metallo e ballano e cantano a squarciagola per far passare il tempo. Stasera io preparavo l’attività e quindi mi sono persa questo momento di svago, ma Sara mi ha raccontato una cosa molto bella. Mancava la cassa da cui solitamente mettiamo la musica zarra anni 2000 e quindi le partecipanti al lavaggio piatti hanno dovuto arrangiarsi per trovare una canzone conosciuta da tutti. Hanno ripiegato su “Fango” e l’hanno cantata tutta, urlando come matte e sapendo tutte le parole. E mi diceva che nonostante veniamo tutte da ambienti molto diversi è pazzesco come alcune canzoni riescono ad unire senza distinzioni, tutte le sanno, con tutte le parole. E si è proprio sviluppata “l’energia che si scatena in un contatto” come si dice nel testo della canzone.
Contatto che non per forza deve essere un contatto fisico, anche perché in India il contatto fisico soprattutto se tra maschio e femmina è assolutamente fuori luogo, anche solo far prendere due bimbi per mano per fare un cerchio è un’impresa sovrumana. Contatto che è relazione umana, amicizia sincera, condivisione, tutte cose che qui, lontano dal mondo social e tecnologico occidentale si trovano con più facilità, o forse semplicemente sono meno offuscate dalle mille distrazioni che invece popolano la nostra vita quando siamo in Italia.
Dopo quasi una settimana di convivenza tra noi si è creata veramente una bella energia, che nasce dallo scambio di storie, momenti di vita quotidiana e emozioni forti nel vivere in questa realtà così diversa, da un contatto che sento forte ed è bellissimo.

Indian tapes #8 _ 11.08.2018

Ieri sera ho raccontato per la decima volta la storia di Dischirotti., di come ho iniziato a scrivere per questa pagina, di come è nata questa rubrica e di come ho bisogno di consigli da parte di tutti. L’ho raccontato a un gruppetto di ragazze durante le chiacchiere post-cena sotto il porticato e fra tutte Martina è rimasta davvero affascinata dall’idea che sta dietro la rubrica e in generale al lavoro di tutti noi di Dischirotti.
Per questo ho scelto lei come protagonista di oggi. La canzone che mi ha consigliato si chiama “Vorrei ballare” di Ambrogio Sparagna. L’idea era di ascoltarla su YouTube per poi scriverci qualcosa a riguardo visto che è una canzone di cui non ho mai sentito parlare, ma essendo isolati da tutto ho dovuto scegliere un’altra soluzione, ovvero farmela raccontare nel dettaglio direttamente da lei.
Ed eccoci:
è un inno alla vita, alla spensieratezza e alle gioie che la natura intorno a noi può regalarci.
È immergersi in ciò che ci circonda e notare che anche e soprattutto nella semplicità si può trovare la felicità.
È un gruppo di persone che condividono esperienze e viaggiando sulla stessa linea d’onda riescano ad arricchire chi le circonda e arricchirsi a loro volta. È gioia pure di sentirsi nel posto giusto, al momento giusto, a fare le cose giuste. È amicizia, condivisione, allegria.

“Sogno una festa passata lontano da questa città
piena di archi di luce stordita da mille sapori
di terra mare sudore
d’incenso di fuoco di mirto e ginestra”

Trovi qui la playlist “Indian Tapes” per accompagnare la lettura:

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