Il filo conduttore del campo è stato la lettura. I volontari e le volontarie che hanno raggiunto Jareya hanno scelto di rendere protagonista delle loro attività il libro, con l’obiettivo di avvicinare lə studentə della Nawa Maskal School alla lettura come esperienza di scoperta e di piacere, non solo come strumento di studio.
In una comunità in cui spesso nelle case non ci sono libri, lə campistə hanno voluto stimolare la curiosità per le storie, le parole e le immagini, creando momenti in cui leggere significasse stare insieme, immaginare e condividere.
Ascoltare i bisogni della comunità
Il progetto è nato anche a partire dai bisogni percepiti dalla comunità di studentə e docenti. Le attività in classe hanno avuto come filo comune la riflessione sugli spazi di comunità e sulla possibilità di crearne di nuovi. È così nata l’idea di allestire una biblioteca negli spazi della scuola, un luogo capace di accogliere lə studentə in modalità più libere e meno strutturate rispetto alla classe, dove potersi avvicinare ai libri con curiosità e piacere.
Un libro nato dalle storie adivasi
Durante il campo è stato presentato Jana, il libro illustrato composto da due storie tradizionali di villaggio raccolte nei campi precedenti e ora stampato. Questo ha permesso allə studentə di riconoscere nelle pagine le proprie storie, la propria cultura e le proprie radici. Il libro, consegnato ad ogni bambinə, ragazzə e insegnante della comunità, è stato tradotto in hindi, mundari e inglese. In Italia lo stesso libro è disponibile anche in italiano, così da permettere anche a noi, in questa parte di mondo, di entrare in contatto con un pezzettino della loro realtà e delle loro tradizioni.
Attività per ogni fascia d’età
Con le classi più piccole le attività si sono concentrate sulla lettura di Jana, accompagnata da attività creative e manuali legate ai libri, alle storie e ai movimenti ispirati alle pagine lette. Lə bambinə hanno anche potuto cantare canzoni tipiche indiane, creando un legame tra lettura, musica e comunità.
Lə studentə più grandi hanno avuto l’occasione di vedere il risultato dei contributi dei loro coetanei nei campi precedenti e sono stati invitati a creare i propri libri inventando storie originali, trasformando così la lettura in produzione creativa.
Lə studentə delle classi superiori hanno riflettuto sugli spazi che frequentano per rilassarsi, leggere o socializzare, immaginando come vorrebbero che fossero. La biblioteca della scuola è stata presentata come un luogo ideale per queste attività: lə ragazzə hanno partecipato attivamente alla sua decorazione e organizzazione, con l’obiettivo di trasformarla in uno spazio accogliente dove poter studiare, incontrarsi e vivere esperienze comunitarie.
A jungle of books
Come ogni anno, l’ultimo giorno prima della partenza ha visto tuttə impegnatə nel grande evento finale organizzato per l’occasione: A jungle of books ha infatti coinvolto tuttə lə studentə della Nawa Maskal School, insieme a insegnanti e famiglie.
L’evento si è aperto con una presentazione in inglese e in hindi da parte di due studentesse che hanno raccontato le attività svolte in ogni classe; successivamente i più piccoli hanno portato sul palco letture animate con movimenti ispirati ai libri letti insieme e alcune canzoni tradizionali. La partecipazione attiva delle insegnanti testimonia l’importanza dell’incontro tra volontari e membri della comunità, dello scambio reciproco e dell’ascolto di storie e bisogni.
Le classi prime e seconde, insieme ad una volontaria, hanno letto e interpretato uno dei silent book (un albo illustrato senza parole) utilizzati durante il campo. Gesti, jingle ed espressioni corporee sono stati centrali per consentire di comunicare anche in assenza talvolta di una lingua parlata comune.
Gli studenti delle classi terze, quarte e quinte hanno presentato cartelloni e storie creati nelle giornate precedenti. Avevano, infatti, dato vita a storie individuali a partire da stimoli lanciati dai volontari.
A seguire, quattro studenti rappresentanti delle classi seste e settime hanno raccontato in inglese e in hindi la propria esperienza nella creazione del nuovo spazio adibito a biblioteca. Lə studentə hanno disegnato e dipinto le pareti, realizzato sacchi di juta con la funzione di seduta, posato tappeti su cui accomodarsi. foto
Infine gli studenti della classe ottava, destinatari degli interventi del medical camp, hanno condiviso la loro esperienza e le attività svolte durante le settimane.
L’evento si è concluso con la visita della nuova biblioteca, allestita e pronta ad essere inaugurata.
Campo medico 2025
Giunto alla sua terza edizione, il Medical Camp è organizzato grazie alla collaborazione tra SISM (Segretariato Italiano Studenti in Medicina) e Jarom, e vede come partecipanti studentə dei primi anni della Facoltà di Medicina di Torino desiderosə di vivere un’esperienza pre-clinica sul campo.
Il campo 2025 è stato orientato su tre fronti principali: attività educative con la classe ottava della Nawa Maskal School, visita al lebbrosario di Simdega.
L’obiettivo principale delle attività in classe è stato quello di avvicinare lə studentə ai temi legati all’igiene e all’anatomia umana, incoraggiandoli a confrontare in modo critico le pratiche di guarigione tradizionali con i metodi scientifici basati sull’evidenza, al fine di favorire un apprezzamento delle diverse modalità di approccio alla salute. Lə studentə sono stati introdotti ai concetti fondamentali di microbiologia e hanno partecipato a una sessione di educazione sessuale finalizzata ad aumentare la consapevolezza e a promuovere atteggiamenti informati e responsabili.
A Simdega, un villaggio a circa tre ore di distanza da Jareya, lə volontariə hanno accompagnato l’infermiera nelle visite ai pazienti. Da diversi anni, infatti, è possibile offrire assistenza medica anche agli abitanti dei villaggi circostanti situati in una zona rurale priva di centri sanitari in grado di accogliere tuttə coloro che necessitano di una diagnosi, di cure, di farmaci.
